IONOALE

Il libro Scultura a Noale
Giovedì 23 Dicembre 2010 09:33

L’11 settembre scorso nella sala consiliare del palazzo della Loggia è stato finalmente presentato alla cittadinanza il volume Scultura a Noale. Sorprendente il dispiegamento di forze politiche presenti (sindaco e vicesindaco, e un nutritissimo seguito di assessori), che faceva pensare a un evento veramente importante.

Il volume era certamente molto atteso, talmente atteso che i cittadini intervenuti si sono trovati tra le mani un’opera datata 2008. La curiosità circa le opere d’arte conservate in città richiama un pubblico attento e giustamente curioso, al quale non è sfuggito che nessuno degli autori delle schede del libro era presente al tavolo. Completamente assente anche la Soprintendenza, che però si intuiva avesse avuto un ruolo non secondario nell’operazione. Nessuno storico dell’arte a proporre ai presenti il contenuto del libro, che proprio sulla storia dell’arte noalese fonda le sue ragioni d’essere.

Certo la presenza del prof. G. Ortalli, docente di Storia medievale (essendo l’Università di Venezia co-protagonista ed essendo egli referente di quel famoso progetto europeo Interreg IIIA Italia-Slovenia che ha sovvenzionato questa e altre opere) ha conferito all’occasione l’attesa atmosfera di rigore scientifico ma l’unico affondo sulle novità concrete del libro si è risolto nei pochi minuti finali con il breve intervento del curatore F. Pigozzo. Tra il pubblico, come purtroppo spesso si nota, pochi i giovani e gli studenti: un dato che in un paese ricco di storia e cultura - e di abitanti - come Noale non smette di stupire.

Il volume si presenta in una elegante veste grafica, che sullo scaffale ben si accompagna alla precedente uscita sulla pittura (Noale città d’arte. Il patrimonio pittorico dal XIV al XVII secolo, Cittadella 2007, medesimo curatore). Per quanto riguarda le schede delle opere, alcuni dati salienti sono stati sottolineati da F. Pigozzo in chiusura della presentazione. Certamente notevole il contributo, con un’accuratissima indagine stilistica, di M. Pregnolato sull’altare del Santissimo Sacramento della chiesa arcipretale, che rimane purtroppo di sconosciuto autore. Interessanti e approfonditi gli studi sulle opere delle chiese del territorio, Moniego e Cappelletta, in particolare per le novità rilevate dai contributi di M. Boscolo. E certamente entusiasmanti le considerazioni sul piccolo bassorilievo conservato nella chiesetta dell’Assunta proveniente quasi certamente dalla smembrata tomba trevigiana di Niccolò Tempesta, ipotesi illustrataci nel 2008 da A. Bellieni nel corso di una visita in città, e su cui ci piacerebbe poter tornare almeno con una iniziativa di più ampio coinvolgimento della popolazione. Più sintetico e corrivo il carattere di altri contributi, sul quale purtroppo pare abbiano pesato tediosi inghippi legati alle fasi di pubblicazione dell’opera, e non certo la minore autorevolezza o scrupolosità degli studiosi.

Al volume, che ha indubbiamente il merito non scontato di presentare o tornare a parlare di opere importanti per la città, manca un’introduzione che guidi il lettore attraverso un percorso che si dipana cronologicamente per qualche secolo e geograficamente in vari punti del territorio, che offra una chiave di lettura proprio su quella “potente capacità di committenza” che per tanti secoli caratterizzò Noale, come sottolineava il curatore alla presentazione. L’apparato fotografico non può dirsi ricco. Purtroppo, per ragioni non note, un tale volume – analogamente a quanto avveniva in quello sulla pittura sopra citato per esempio con gli affreschi dell’Arcipretale – sceglie di non prendere in considerazione una serie di manufatti relativi al Seicento e al Settecento, come i tabernacoli (in particolare il capolavoro barocco dell’Assunta) e gli altari, o le statue che abbelliscono le recinzioni delle chiese di Briana o di Noale stessa. Si segnala questa carenza proprio alla luce di quanto è stato detto l’11 settembre circa la difficoltà economica di dare vita a queste iniziative: appare infatti poco probabile che presto possano uscire volumi con finanziamenti pubblici sull’arte noalese a completamento della panoramica lasciata interrotta, anche se la speranza è sempre l’ultima a morire.

Molto è stato detto in quest’occasione sull’importanza della valorizzazione del patrimonio storico-artistico dei nostri paesi in relazione a un “ritorno” di tipo turistico, ed è stato fatto cenno al valore di opere come questa quali testimonianza “catalografica” del patrimonio stesso (E. Baschiera, assessore al turismo Comune di Mirano). Tristemente però nessuno ha ricordato che proprio Noale dispone da un decennio di un eccezionale catalogo digitale disponibile a tutti di tutte le opere d’arte del territorio, conservate sia in siti pubblici che privati (consenzienti all’iniziativa), con centinaia di fotografie e brevi descrizioni ragionate: il CD-rom Novalis Antiqua, prodotto nel 2000 a cura di A. Fattori. Certo, come tutte, un’opera perfettibile ma che sicuramente pochi comuni nel circondario hanno imitato.

In chiusura, lo studio di molte opere ne ha evidenziato anche lo stato di degrado e le necessità di solleciti interventi di pulizia e restauro: è naturalmente speranza condivisa che, nonostante il periodo di ristrettezze che flagella con particolare forza i settori della cultura, qualcosa si riesca a fare almeno per i capolavori più compromessi.

Il libro:
Scultura a Noale
a cura di F. Pigozzo
Cierre Edizioni 2008

 

Commenti

avatar lino
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Periodo di ristrettezza del settore culturale??? .... anche nei periodi,anni, di ristrettezze si dovrebbe comunque fare attenzione alla cultura locale e , viste le opere e la quantita' e qualita' del patrimonio Noalese non si dovrebbe nemmeno porsi il "problema" sull' investire ...poiche' se non si recuperano le opere e non si mantengono si rischia di perderle per sempre ...e questo spero non accada anche in previsione per le generazioni future.
Martedì 28 Dicembre 2010, 17:35
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