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Il 6 aprile 1916 il pittore Egisto Lancerotto stilava il suo testamento e lasciava al comune di Noale, dove aveva vissuto per alcuni felici periodi della sua vita, 79 dipinti e 19 fogli di schizzi, oltre ad alcuni mobili.
Il testamento però conteneva anche una clausola, che obbligava il comune stesso a trovare “pel genere degli oggetti da lui donati, l’ambiente adatto, affinchè possano bene figurare e conservarsi”. La questione, come i noalesi ben sanno perché della cosa si parla con tanta frequenza, non è affatto risolta e attualmente i dipinti del pittore relativi a questo lascito si trovano collocati in tre sedi diverse (Biblioteca, Loggia, sede municipale). Ma il 2016, centenario della morte (e del testamento) dell’artista, si avvicina a grandi passi e la ricorrenza ha conferito nuova enfasi alla inveterata necessità di una sede museale cittadina.
Su questo obiettivo a lungo termine, e su più immediate azioni di valorizzazione dell’opera di Lancerotto si è discusso nell’incontro svoltosi lo scorso venerdi (10 dicembre 2010) e aperto alla cittadinanza, promosso dal comune di Noale e dalla Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici per le province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso.
Poiché la rivalutazione e la promozione su ampia scala della quadreria del maestro induce anche un significativo salto di immagine per la città tutta, le associazioni e le istituzioni rappresentate all’incontro (ProLoco, NoaleNostra, FaiCentro, Lions, Rotary, parrocchia e oratorio, scuole e, significativamente, i collezionisti privati e la restauratrice e conoscitrice del pittore G. Niero) hanno dato massima disponibilità a collaborare con gli enti proponenti. Rimane fissato per il mese prossimo un successivo incontro, per la definizione di iniziative a brevissima scadenza e di respiro nazionale, sul quale vi terremo tempestivamente informati.
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