| Un monumento in piere cotte |
| Mercoledì 04 Agosto 2010 00:00 |
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In questo articolo Francesco Tavella ci racconta come è costruita la nostra rocca. Le mura, i mattoni, la calce, il cemento: la spiegazione di una ricerca minuziosa che ci permetterà di conoscere e capire l'importanza archittetturale della Rocca dei Tempesta. LE MURATURE L’intero monumento si presenta costruito in mattoni le cui dimensioni medie variano dalle misure minime di 5,5x24x12,5 cm a quelle massime di 6,5x27x13 cm, rari sono gli elementi di dimensioni superiori. I mattoni sono uniti da uno strato di malta compreso tra 1 e 1,5 cm, che presenta differenti gradi di conservazione dovuti alle materie prime impiegate. E’ documentato l’uso di calce viva, calce spenta, cemento, sabbia di fiume e sabbia di cava combinati tra loro in proporzionidiverse.Sono ben evidenti due tipi di muratura: la muratura “storica” e quella realizzata durante l’uso cimiteriale del complesso. La prima presenta spessori compresi tra 1,00 e 1,60 m, è costituita da un paramento esterno a una testa con corsi di mattoni scelti che fascia anche le aperture originarie a protezione di un emplecton di laterizi spesso frammentati o deformati o di non ideale colorazione (albarelli e brusoni) posati in abbondante malta. Il collegamento tra i paramenti e l’interno è assicurato da mattoni inseriti perpendicolarmente. La muratura storica presenta comunque anche parti con spessori compresi tra i 13 e i 68 cm. Attorno ai 13 e 27 cm circa (1 e 2 teste) sono infatti gli spessori delle spallette di porte e finestre, mentre attorno ai 40, 54 e 68 cm (3, 4 e 5 teste) sono gli spessori di merli, parapetti e ammorsamenti di pareti scomparse. Per tutti questi spessori il muro è realizzato interamente con corsi regolari variamente lavorati. Il secondo tipo di muratura è utilizzato per la cortina di recinzione del cimitero realizzato in più fasi con una lavorazione a una o due teste con pilastrini di rinforzo e alcuni cordoli in calcestruzzo. Frammenti di coppi sono raramente presenti nelle murature, sono però più evidenti nelle malte che costituivano le gusce di raccordo tra le pareti e le coperture oggi perdute. Qui sono presenti sia utilizzati già frammentati e annegatinella malta per dare spessore alla guscia, sia quali relitti della copertura a essa collegata. Le analisi compiute hanno dimostrato che i mattoni, oltre a essere stati prodotti in epoche diverse vista la complessastoria del monumento, sono stati prodotti in località diverse. Si è scoperto così che sono state utilizzate argille provenientidalle zone di Resana, Peseggia, Marcon e dalla Valcavasia, aree coincidenti con possedimenti della famigliaTempesta. Interessante è l’uso a scopo decorativo di mattoni sagomati per ingentilire le nicchie portalucerne ai lati del camino delsecondo piano del mastio. ELEMENTI IN PIERA VIVA Elementi in pietra sono presenti nelle murature con scopi ben specifici: doccioni, alloggiamenti di cardini, mensole per solai e protezione di spigoli; rari sono gli elementi lapidei lavorati inseriti nelle murature come semplici materiali da costruzione, come rari sono i ciottoli di solito di piccole dimensioni (diametro massimo 10 cm). La pietra utilizzata presenta due colorazioni principali: grigio e bianco, genericamente indicate come trachite dei colli Euganei e pietrad’Istria. L’esatta tipologia della pietra e la sua provenienza andrebbero ulteriormente indagate, tanto più che l’uso di una anziché dell’altra pietra sembra imputabile alla diversa epoca di messa in opera. Se in generale il complesso delle murature non presenta materiali di riutilizzo provenienti da edifici diversi dalla Rocca stessa, interessanti sono invece i blocchi in pietra grigia posti agli spigoli del mastio. Le diverse lavorazioni e gradi di finitura fanno pensare a elementi originariamente non destinati a questo cantiere. Varie considerazioni, tutte da verificare, farebbero identificare tali blocchi come provenienti da un edificio di epoca romana mediante azione di recupero più che di spoglio. Interessante è inoltre la presenza sul muro ovest di una mensola in pietra dalla colorazione rosata. Alcuni blocchi in pietra, identificabili come mensole per la loro somiglianza con quelle ancora in situ, appaiono evidentemente ricollocati nelle murature per usi diversi nella fase di degrado della struttura. Testimoniano quindi, in maniera più evidente di quanto non lo possano fare i mattoni, che da un certo momento, per restaurare alcune parti della Rocca si utilizzarono materiali ricavati dalle strutture non più necessarie. Anche nella muratura della Torre delle Campane si trovano mensole riutilizzate, la cui provenienza non è però ascrivibile alla Rocca o alla medesima torre. ELEMENTI NOTEVOLI La torre ovest presenta elementi collegati all’uso carcerario del piano terra e del piano primo. Le inferriate di probabile origine cinquecentesca lavorate alla galeotta sono state collocate ove si vedono oggi probabilmente tra la fine del Settecento e l’inizio Ottocento; stessa datazione avrebbero le porte d’accesso. La porta al primo piano si caratterizza per una grata munita di serratura a chiave posta a chiusura dello spioncino mentre il grande catenaccio sottostante presenta caratteristiche abbastanza comuni: l’occhiello in posizione di chiusura si inserisce nella serratura solidale alla porta. A ulteriore protezione vi è una bandella metallica predisposta per un lucchetto che chiude la toppa e blocca a sua volta il catenaccio. La porta è realizzata in più strati di tavole unite tra loro da una fitta serie di chiodi distribuiti in maniera regolare su tutta la superficie. La quasi totalità degli edifici che esistevano nella Rocca avevano solai in legno come si può desumere dalle decine di fori tutt’ora presenti sui ruderi. Solo la torre ovest e, in parte, la torre est conservano delle volte in muratura. Numerosi alloggiamenti delle travi lignee sono ancora foderati dalla malta utilizzata durante la messa in opera delle travi stesse, su questa sono leggibili, a mo’ di calco, sia la sezione della trave che le tracce della venatura del legno. Interessante è inoltre la presenza di cardini in pietra, riscontrabili sotto il volto dell’ingresso e sulle aperture del mastio. Le porte e finestre delle restanti strutture presentano invece i classici cardini in ferro fissati a blocchi di pietra inserita nel muro. Una descrizione a parte la meritano i supporti in ferro presenti sulle finestre della torre ovest, analoghi a quelli sulle torri delle Campane e dell’Orologio. Questi supporti, realizzati curvando un piatto di ferro, si presentano sempre posizionati appena al di sopra dell’arco della finestra in coppie costituite da un anello e da un gancio: sono inequivocabilmente identificabili come supporti delle ventiere ovvero di quei pannelli in legno che dovevano chiudere le finestre in occasione di eventi bellici. Apribili a compasso, consentivano ai difensori di sporgersi con la testa oltre il parapetto della finestra assicurandosi una certa protezione. Proprio la coppia anello-gancio garantiva una rapida messa in opera del pannello direttamente dalla finestra, eventualmente anche durante un attacco. Francesco Tavella. "Rocca dei Tempesta. Progetto di restauro. Cantiere aperto" Palazzo della Loggia, sala espositiva E. Lancerotto - Noale 3 aprile 2009 "a cura di Patrizia Valle" Noale 2009. Il volume, esaurito e fuori commercio, è consultabile presso laBiblioteca di Noale. |
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