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Pubblichiamo un articolo che l'ulss 13 ci ha chiesto di divulgare: Lunedì 24 ottobre prenderà il via la campagna di vaccinazione contro l'influenza. Il vaccino antinfluenzale, somministrato annualmente, rappresenta la migliore strategia per la prevenzione dell’infezione da virus influenzali e dalle loro complicanze ed è indicato per la protezione di tutti i soggetti in assenza di specifiche controindicazioni.
Gli obiettivi delle campagne vaccinali contro l’influenza sono la riduzione del rischio individuale (di malattia, ospedalizzazione e morte) e la diminuzione dei costi sociali connessi con morbosità e mortalità. Altra importante implicazione è la riduzione dell’assenteismo nei servizi essenziali per la collettività grazie alla riduzione dell’impatto della malattia nei soggetti che per attività lavorativa sono a maggiore contatto con il pubblico.
Il periodo consigliato per la vaccinazione antinfluenzale va da metà ottobre sino a fine dicembre. DISTRETTO DI MIRANO SU PRENOTAZIONE TELEFONANDO AL N° 041 5795692 LUNEDI’ DALLE 08.30 - 12.30
La vaccinazione antinfluenzale stagionale verrà offerta gratuitamente alle seguenti categorie di assistiti: - Soggetti di età pari o superiore a 65 anni - Bambini di età superiore a 6 mesi, ragazzi e adulti affetti da patologie croniche o da condizioni morbose predisponenti a complicanze - Bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di sindrome di Reye in caso di infezione influenzale
- Donne che all’inizio della stagione epidemica si trovano nel 2° e 3° trimestre di gravidanza Infatti diversi studi hanno messo in evidenza il maggior rischio di serie complicanze in seguito all’influenza, anche in assenza di condizioni predisponesti, nelle donne al 2°-3° trimestre di gravidanza o nel puerperio durante la stagione epidemica. Dal momento che il vaccino antinfluenzale è a base di virus inattivato o a subunità non comporta rischi per il nascituro e può essere somministrato in qualsiasi trimestre della gravidanza.
- Individui di qualunque età ricoverati presso strutture per lungodegenti Tali soggetti infatti sono portatori di condizioni predisponesti a complicanze e a un decorso della malattia particolarmente severo. Inoltre, la vita in comunità rende particolarmente raccomandabile la vaccinazione per la facilità della trasmissione interumana dell’infezione.
- Medici e personale sanitario di assistenza Una larga parte del personale sanitario continua a non beneficiare della protezione offerta dalla vaccinazione. L’importanza della vaccinazione del personale sanitario dipende da: • Rischio personale di contrarre l’infezione vista la più probabile esposizione a soggetti affetti nei periodi di diffusone epidemica del virus • Assenteismo dal lavoro proprio nel periodo i cui le necessità assistenziali sono maggiori • Possibilità di trasmissione dell’infezione all’interno della comunità in cui prestano la propria opera. E’ necessario che un’adeguata informazione sia assicurata al personale che opera nei servizi sanitari. Devono inoltre essere attuate modalità di offerta attiva tali da facilitare l’adesione alla vaccinazione. Inoltre, tra il personale sanitario esistono persone che hanno condizioni riconosciute a rischio per complicanze e mortalità dovute all’influenza. L’elevato rischio di infezione, legato all’attività lavorativa e associato al rischio personale, conseguente alle condizioni di salute, obbliga le persone individuate dal D.Lgs. 626/94 (datore di lavoro e preposto) ad informare correttamente e ad offrire attivamente la vaccinazione a queste persone.
- Familiari e contatti di soggetti ad alto rischio La vaccinazione dei soggetti appartenenti a questa categoria è infatti importante per ridurre il rischio di trasmissione ai soggetti ad alto rischio, specie se portatori di vere controindicazioni alla vaccinazione.
- Soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo L’offerta attiva della vaccinazione agli addetti a questi servizi garantisce infatti un importante vantaggio in termini di riduzione della morbilità.
- Personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che possono costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani L’inserimento di questi lavoratori tra le categorie di soggetti cui la vaccinazione deve essere offerta attivamente è finalizzato, secondo quanto previsto dalla Circolare, al loro mantenimento in salute e alla prevenzione del rischio di coinfezioni: tali coinfezioni potrebbero infatti dare luogo a ricombinazione tra virus influenzali umani e animali con potenziale rischio pandemico. Si ritiene opportuno quindi prevedere che la vaccinazione contro l’influenza sia offerta a tutto il personale operante a vario titolo negli allevamenti, agli operatori che svolgono funzioni di vigilanza e controllo sulla salute animale e in particolare a: - allevatori - addetti all’allevamento - addetti al trasporto di animali vivi - macellatori e vaccinatori - veterinari pubblici e libero professionisti.
- Soggetti in età pediatrica I soggetti in età pediatrica rappresentano la fascia più interessata dalle epidemie influenzali. Pur non ritenendo opportuno in Italia offrire la vaccinazione attiva e gratuita a tutta la popolazione pediatrica, in assenza di fattori di rischio, non vi sono controindicazioni alla vaccinazione di bambini “sani” di età superiore ai 6 mesi qualora il pediatra optasse per tale scelta. In questo caso la vaccinazione è soggetta al pagamento di un ticket regionale.
- Popolazione generale In assenza di controindicazioni possono scegliere di vaccinarsi contro l’influenza tutti coloro che desiderano evitare la malattia per varie motivazioni (timore della malattia, viaggi, impossibilità di assentarsi dal lavoro). In questo caso la vaccinazione è soggetta al pagamento di un ticket regionale.
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