IONOALE

Che la festa cominci
Giovedì 15 Settembre 2011 09:04

 autore: AMMANITI NICCOLO'

titolo:
CHE LA FESTA COMINCI

editore:
EINAUDI

pubblicazione: 2009, 328 pag

isbn: 88-06-19101-2

Il primo romanzo che leggo di Niccolò Ammaniti mi fa entrare in una sorta di pazzia narrativa, dove l’esagerazione e il paradosso vengono alleggeriti da tratti di comicità e attenta ironia. La scrittura semplice e diretta di Ammaniti e la vivacità degli eventi narrati mi hanno fatto arrivare alla fine della storia in tempi record.

Le vicende di personaggi dai caratteri molto diversi tra loro si alternano per gran parte della narrazione per poi congiungersi alla fine, stravolgendo ciò che inizialmente si poteva immaginare. Grazie a questi personaggi Ammaniti ci dimostra che spesso ciò che appare non è ciò che è. Non c’è il bene assoluto e il male assoluto, spesso ciò che si pensa e ciò che si è si nasconde dietro l’immagine che vogliamo dare di noi stessi, o dietro l’immagine che ci viene riconosciuta dalla società e dalle persone che ci circondano.
In “Che la festa cominci” C’è Saverio Moneta, leader di una sfortunata setta satanica, che cerca una sorta di riscatto da una vita misera, imbevuta di insuccessi e insoddisfazione. Dall’altra parte Fabrizio Ciba, scrittore di successo, egocentrico e incessantemente impegnato a costruire un’immagine vincente di sé stesso. I due parteciperanno, con obiettivi completamente diversi, alla mega festa organizzata, in una mastodontica villa di Roma, dall’immobiliarista cafone e megalomane Sasà Chiatti. Una festa per VIP che imploderà su se stessa per la volontà di strafare e l’imprevedibile presenza di ex atleti sovietici che si auto-inflissero una vita nascosti nelle catacombe romane pur di non sottostare al regime dell’ex URSS.
Esagerazione, euforia, disperazione, insoddisfazione, volgarità, erotismo, drammaticità, ironia, comicità… nella penna di Ammaniti c’è un po’ di tutto.
La fine del romanzo ci lascia il ricordo di un’umanità ridicola, piena di sé, falsa e superficiale, all’interno della quale, spesso, proprio chi non ostenta ricchezza e successo, chi è costretto a soffocare le proprie aspirazioni finendo col percorrere una vita di insuccessi, scoprirà valori e qualità che non sapeva neppure di avere.



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