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autore: VANESSA DIFFENBAUGH
titolo: IL LINGUAGGIO SEGRETO DEI FIORI
editore: Garzanti
pubblicazione: 2011, 368 pag.
isbn: 978881168661-3
«Leggi un libro da donne?» chiede Marco quando gli parlo de “Il linguaggio segreto dei fiori”. ...
«Non è un libro DA donne - gli rispondo – è un libro DI donne.» La protagonista, Victoria, e quasi tutti i personaggi nella narrazione sono donne: Meredith, l’assistente sociale, Elizabeth, la sua unica vera madre, e poi Renata, mamma Ruby, Catherine, Marlena, Natalya… c’è un’unica figura maschile in questa storia, Grant, enigmatico, misterioso, premuroso, passionale. E fiori in ogni pagina. I fiori e il significato di ciascuno di loro incorniciano una storia che tocca il delicato tema dell’affidamento minorile, una storia di abbandono, rinascita, felicità, scoperta di un’inaspettata forza di rialzarsi e andare avanti. Il mio cinico approccio maschile ha sempre catalogato i fiori recisi come fasci colorati già morti, destinati soltanto ad appassire, ma salvifici in molte occasioni. Comprendo invece che i fiori sono un regalo della natura che ci da la possibilità di emozionare, trasmettere sensazioni e comunicare, tanto che ad ogni singolo fiore c’è chi ha attribuito un significato. E Vanessa Diffenbaugh, dopo accurate ricerche, ci ripropone alla fine il Dizionario dei fiori, per poterlo usare a nostra volta. In realtà ho acquistato questo libro per regalarlo, ma alla fine l’ho letto prima io. E ho fatto bene. È una scrittura semplice, equilibrata, interessante, piacevole da leggere. Uno dei pochissimi libri sui quali ho lasciato delle pieghe. Nella mia copia (ormai è diventata mia!) lascerò quelle pieghe. Mi sono servite per potere rileggere i tratti più belli, in particolare, circa a due terzi, quello in cui si racconta la maternità con un’intensità fenomenale. Insomma un libro che consiglierei. In sintesi, Garzanti scrive: “Victoria ha paura del contatto fisico[…], delle parole, […] di amare e lasciarsi amare. C'è solo un posto in cui tutte le sue paure sfumano nel silenzio e nella pace: è il suo giardino segreto nel parco pubblico di Potrero Hill, a San Francisco. I fiori […] sono la sua casa, il suo rifugio, la sua voce. È attraverso il loro linguaggio che Victoria comunica le sue emozioni più profonde. La lavanda per la diffidenza, il cardo per la misantropia, la rosa bianca per la solitudine. Perché Victoria non ha avuto una vita facile. Abbandonata in culla, ha passato l'infanzia saltando da una famiglia adottiva a un'altra. Fino all'incontro, drammatico e sconvolgente, con Elizabeth, l'unica vera madre che abbia mai avuto, la donna che le ha insegnato il linguaggio segreto dei fiori. E adesso, è proprio grazie a questo magico dono che Victoria ha preso in mano la sua vita: ha diciotto anni ormai, e lavora come fioraia. I suoi fiori sono tra i più richiesti della città, regalano la felicità e curano l'anima. Ma Victoria non ha ancora trovato il fiore in grado di rimarginare la sua ferita. Perché il suo cuore si porta dietro una colpa segreta. L'unico in grado di estirparla è un ragazzo misterioso che sembra sapere tutto di lei. Solo lui può levare quel peso dal cuore di Victoria, come spine strappate a uno stelo. Solo lui può prendersi cura delle sue radici invisibili. Solo così il cuore più acerbo della rosa bianca può diventare rosso di passione.” In sintesi io scrivo: “Da leggere.”
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