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autore: PAOLO GIORNANO
titolo: LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI
editore: MONDADORI
pubblicazione: 2008, 304 pag
isbn: 8804577029
Incipit: "Alice Della Rocca odiava la scuola di sci. Odiava la sveglia alle sette e mezzo del mattino anche nelle vacanze di Natale e suo padre che a colazione la fissava e sotto il tavolo faceva ballare la gamba nervosamente, come a dire su, sbrigati.
Odiava la calzamaglia di lana che la pungeva sulle cosce, le moffole che non le lasciavano muovere le dita, il casco che le schiacciava le guance e puntava con il ferro sulla mandibola e poi quegli scarponi, sempre troppo stretti, che la facevano camminare come un gorilla."
Come due numeri primi, solitari ed isolati ma vicinissimi tra loro, la vita di Alice e Mattia sembra viaggiare su binari paralleli, si attraggono ma non si uniscono mai. Vicende diverse traumatizzano la loro infanzia e segnano la loro esistenza tra l’adolescenza e l’età adulta. La diversità dagli altri li caratterizza entrambi portandoli a vivere sensazioni di inadeguatezza. Il lettore percorre le loro vite assistendo ad esperienze diverse che in qualche modo però trovano sempre un momento di riavvicinamento. Immaginando le pagine successive sono portato a credere che “finalmente ci siamo” e invece, come cariche magnetiche di stesso segno, inaspettatamente si riallontanano. Paolo Giordano nasce nel 1982, si laurea in fisica teorica nel 2006 e nel 2008, giovanissimo, scrive “La solitudine dei numeri primi”. Nel 2010 esce l’omonimo film, che ancora non ho visto. Riuscirà ad essere all’altezza del libro? Il romanzo mi lascia dormire la notte, ma lo leggo velocemente perché profuma di novità. Mi coinvolge in disagi infantili e adolescenziali che, anche se non ho vissuto, cerco di comprendere. Mi ricorda che a volte capitano vicende, o si fanno scelte, che inaspettatamente segnano la vita. Mi svela che spesso, come i numeri primi, alcune persone ci sono molto più vicine di quanto si possa pensare.
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